Si allargano le indagini sul gruppo di estrema destra nella Bundeswehr. Sospeso dal servizio un altro ufficiale

di MD

Tre mesi fa in Bassa-Sassonia manomesso un mezzo di trasporto anfibio e trafugate armi  

Secondo notizie diffuse dal settimanale Spiegel, nella ricerca di materiale probatorio dopo l’arresto di Franco A, l’ufficiale della Bundeswehr spacciatosi per rifugiato siriano, gli inquirenti avrebbero trovato in un supporto informatico un manuale per la costruzione di una bomba e lo scritto “La resistenza totale”. Il manuale era in uso negli anni ’90 tra cellule terroristiche islamiche, nello scritto, vietato in Germania dal 1988 e diffuso in ambienti neonazisti, sono descritti metodi di resistenza contro truppe d’occupazione.

Il settimanale riferisce inoltre che tra il materiale trovato dagli inquirenti ci sarebbero anche “riflessioni personali” di Franco A, in cui l’ufficiale avrebbe detto che “la violenza non è soltanto un’opzione ultima, bensì un mezzo sperimentato”.

Una nuova notizia, diffusa dai media, ha intanto scosso politici e opinione pubblica, dando nuova linfa alle polemiche contra la titolare della Difesa, la ministra Ursula von der Leyen, sulla gestione degli scandali nell’esercito.

 

Fuchs Panzer

In un campo di addestramento di Münster in Bassa-Sassonia, sconosciuti hanno manomesso un Fuchs-Panzer, mezzo di trasporto anfibio, e trafugato due fucili d’assalto G36, due pistole P8, due radiotrasmettitori e altro materiale. In polemica con la ministra von der Leyen (CDU), accusata di “pesante fallimento”, il presidente della commissione parlamentare difesa, il socialdemocratico Wolfgang Hellmich, ha dichiarato a Welt che “nonostante il furto sia vecchio di tre mesi nessuno ci ha informati di un caso grave come questo”. Dello stesso tenore le critiche della verde Agnieszka Brugger, anche lei membro della commissione Difesa del Parlamento. “Non è possibile che i parlamentari non siano informati su un caso grave come questo” ha detto la Brugge a Welt.

Fonti del ministero della Difesa hanno fatto sapere che attualmente non sono a conoscenza di un collegamento tra il furto di Münster e il presunto gruppo terrorista, razzista e di estrema destra che ruoterebbe attorno a Franco A, il 28enne ufficiale della Bundeswehr che conduceva una doppia vita. Arrestato il 26 aprile con il sospetto di pianificare un attentato terroristico, il giovane ufficiale si era fatto registrare come rifugiato siriano forse con l’intento di far ricadere la proprio sui rifugiati la responsabilità di attentati terroristici.

Alcuni mesi prima dell’arresto, Franco A. era stato temporaneamente fermato in Austria per possesso illegale di arma da fuoco e messo sotto osservazione. La polizia austriaca non aveva creduto alla storia che Franco A. si era inventato, e cioè che avesse trovato l’arma per caso e che l’avesse nascosta in un bagno per evitare problemi in aeroporto. Ma è solo dopo un controllo incrociato delle impronte digitali che emerge la sua doppia vita di ufficiale dell’esercito e di “rifugiato siriano”.

Com’è noto Franco A. è sospettato, assieme ad altri soldati e allo studente di Offenbach Matthias F., suo amico, di aver pianificato attentati a politici, personalità e istituzioni pubbliche.

Il MAD, Militärische Abschirmdienst, il servizio segreto interno dell’esercito, viene a conoscenza di Franco A. dopo l’arresto in Austria. Perché solo allora? I suoi superiori avrebbero dovuto informare il MDA già nel 2014 quando scrisse una tesina per l’accademia militare di Saint-Cyr definita da un esperto come un “appello razzista e radical-nazionalista”, contenente un’ideologia di estrema destra.

I contorni della storia si fanno intanto sempre più inquietanti. Franco A. avrebbe avuto due fiancheggiatori, anche loro agli arresti. Si tratterebbe del giovane ufficiale Maximilian T. e dello studente Matthias F. In casa di Matthias F. gli inquirenti hanno trovato una quantità di munizioni. Un quarto presunto membro del gruppo, Ralf. G. anche lui ufficiale dell’esercito, sospeso dal servizio, sarebbe stato perlomeno a conoscenza dei “piani” di Franco A.

Come Franco A, Ralf G. avrebbe esternato nella sua caserma di Augustdorf, la caserma Rommel, idee di estrema destra, inveito contro i rifugiati e raccontato che nella caserma Illkirch, quello dove erano di stanza, Franco A. e Maximilian T, ci sarebbe stato un gruppo di ufficiali, che avrebbe raccolto munizioni e che sarebbe stato pronto a combattere dalla parte giusta in caso di guerra civile.

Foto ministro Ursula von der Leyen fonte Bundeswehr

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