Gruppo di estrema destra nella Bundeswehr? Un nuovo scandalo scuote l’esercito tedesco

di MD

Dopo lo scandalo delle angherie e dei soprusi sessuali di alcuni istruttori nei confronti di reclute, verificatisi in alcune caserme, un nuovo scandalo scuote in questi giorni la Bundeswehr. E sembra trattarsi di qualcosa di molto serio se la ministra della Difesa Ursula von der Layen, cristiano-democratica, ha rinunciato al suo viaggio negli USA e ha criticato l’esercito.

I media parlano di un gruppo di circa cinque soldati che, insieme all’ufficiale Franco A. già agli arresti, farebbero parte di un network di destra nella Bundeswehr. “Circola il sospetto che nella Bundeswehr ci sia un gruppo terroristico di destra” ha scritto su Twitter il vice capogruppo in Parlamento dei Grünen e membro della commissione parlamentare Interni Konstantin von Notz. Per l’ispettore generale della Bundeswehr, il generale Volker Wieker, non è ancora possibile dire quante persone possano aver condiviso le convinzioni di Franco A. Alcuni nomi sarebbero però già noti all’esercito.

L’ufficiale “siriano” Franco A.

Mercoledì scorso era stato arrestato con l’accusa di terrorismo un giovane ufficiale della Bundeswehr, Franco A, 28 anni, di stanza presso la brigata franco-tedesca della cittadina alsaziana francese Illkirch. Nella caserma di Illkirch, nella quale pare che le idee di estrema destra fossero perlomeno in parte accettate, gli ispettori dell’esercito hanno trovato disegnate sui muri e su un fucile G36 svastiche e immagini di soldati della Wehrmacht. All’ufficiale Franco A. vengono accreditate simpatie di estrema destra, xenofobe ed etnico-nazionaliste. Spacciatosi per un rifugiato siriano, con tanto di documenti e presenza saltuaria in un centro di accoglienza, il tenente avrebbe condotto una doppia vita e avrebbe pianificato un grave attentato terroristico a sfondo razzista. Secondo il quotidiano di Berlino Tagesspiegel, sarebbe stato in possesso di una “lista della morte” nella quale comparirebbero i nomi di alcune personalità come l’ex presidente della Repubblica Joachim Gauck e l’attuale ministro della Giustizia Heiko Maas.

Franco A. avrebbe messo nero su bianco il suo “sentire” di destra già nella tesina scritta per l’accademia militare di Saint-Cyr nel 2014. La tesi sarebbe un “appello razzista e radical-nazionalista”. Oggi appare chiaro a tutti che già allora sarebbe stato necessario un intervento senza indugio delle autorità militari, anche alla luce della dura protesta sollevata dal responsabile dell’Università, il generale Antoine Windeck, che parlò di lavoro intollerabile. A parte un colloquio con Franco A., non successe nulla.

Irritazione tra i militari

Il caso non solo ha prodotto una crepa tra la ministra von der Leyen e l’esercito, ma ha anche creato un problema di fiducia con i militari visto che la ministra è arrivata a dichiarare che “l’esercito ha un problema di condotta e carenze di comando a più livelli”. La dichiarazione della von der Leyen ha provocato grande irritazione tra i militari. Dura la risposta del capo del Bundeswehr-Verbands Andre Wüstner, associazione che raggruppa soldati, ex soldati, riservisti, civili e membri sostenitori. Wünster ha mandato a dire alla ministra di “aver distrutto molta fiducia” e che “tutti sono inorriditi dalle generalizzazioni”. Difficile immaginare una risposta più dura per bocca dei militari.

Il sostegno della Merkel e le critiche alla ministra

A difesa della von der Leyen, accusata di scarsa solidarietà nei confronti di soldati e soldatesse e di essere più interessata a comunicare con i suoi consulenti di immagine che con i soldati, in attesa di ricoprire posizioni di più alto livello nel dopo Merkel (la von der Leyen aspirerebbe alla Cancelleria, ndr), è scesa in campo proprio la Cancelliera garantendo alla ministra della Difesa il suo pieno sostegno e quello di tutto il governo nelle indagini volte a chiarire tutti gli aspetti della vicenda.

Oggi a Illkirch Ursula von der Leyen ha detto in sostanza che la Wehrmacht non ha niente a che fare con la Bundeswehr e che tutta una serie di incidenti, quindi non solo il caso di Franco A., ma tutti i recenti casi di mobbing, angherie e umiliazioni sessuali “sono stati sminuiti dai superiori e dunque necessitano di un chiarimento”.

Per l’opposizione la ministra della Difesa cerca di sviare agli occhi dell’opinione pubblica le sue responsabilità e i suoi errori.

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