InnoTrans 2016 -La fiera per la tecnologia dei trasporti e componenti innovativi

Un'intervista al consulente di business Development Manuela Livani


InnoTrans 2016, la fiera per i trasporti ad alta tecnologia, è già alle spalle. Per 4 giorni, dal 20 al 23 Settembre Berlino è stata capitale dell’alta tecnologia per il trasporto, le infrastrutture, la ricerca e lo sviluppo. Più di 150 espositori italiani hanno occupato gli stands di Messegelände. Migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo hanno preso parte all’evento.

Ciò che resta sono le impressioni che si raccolgono, i contatti che si allacciano e le vicende umane che si intrecciano con la “struttura” della fiera. Di questa dialettica fra individuo e società ho potuto constatare la sintesi perfetta in una visitatrice italiana.

Manuela Livani consulente di business Development per professione, superwoman per natura, ha vissuto a pieno quest’esperienza ad InnoTrans. Piglio dinamico e grande resistenza fisica la manager torinese ha scelto un mezzo di trasporto inusuale per arrivare alla fiera dei trasporti. Infatti mentre gli altri manager viaggiavano comodamente in aereo, Manuela percorreva centinaia di chilometri, Torino-Berlino con il suo camper. E alla sera quando i visitatori si recavano nei loro alberghi, Manuela non doveva fare altro che ritirarsi nella sua casa mobile, parcheggiata nel parcheggio di Messegelände, non prima però di essersi concessa una buona cena nel ristorante di fronte a Messe Nord con la Funkturm illuminata nella notte berlinese a farle da compagnia.

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Manuela trovo la tua idea di recarti ad InnoTrans in camper geniale e di un fascino rétro. Come nasce quest’idea?

Come spesso accade, le migliori idee nascono come soluzione ad un problema: nel mio caso, quello di non sapere a chi lasciare, in occasione della scorsa edizione di InnoTrans, il mio cane Greta, cucciolo di setter irlandese “Gian Burrasca”, che nel 2014 portai con me. Stavolta no, essendo cresciuta, ho potuto lasciarla agli “zii” Marco e Paola, ma l’esperienza così positiva vissuta due anni fa mi ha spinto ad optare nuovamente per questa formula, sicuramente un viaggio molto lungo e stancante, ma amo guidare e, comunque, durante il percorso posso pensare, telefonare, concedermi qualche sosta e qualche sonnellino su un comodo materasso.

Le due precedenti fiere le avevo fatte anch’io alloggiando in Hotel.

 

Quindi è la tua quarta volta a InnoTrans, cosa ti piace di questa fiera? Perché pensi riesca a coinvolgere così tante persone fra espositori e visitatori specializzati?

Perché a Berlino c’é il mondo:in quattro giorni, se sei bravo e organizzato (e resistente, perché parliamo di una fiera immensa, che richiede doti da maratoneta), puoi incontrare il fior fiore dell’industria del settore, contattare nuovi potenziali clienti o fornitori, aggiornarti, fare networking. Non credo proprio, esista altrove un’altra fiera di tale livello.

 

Sono rimasta impressionata dalla grande quantità di espositori italiani. Sul catalogo occupano due pagine e mezzo e sono secondi per numero solo alla Germania, che però gioca in casa. Come ti spieghi questa grande affluenza?

Gli italiani vantano competenze ed esperienza tali da potersi considerare leader anche in questo settore, ma il mercato interno é stagnante: non si intravede alcuna ripresa, e dalla grande crisi globale economico-finanziaria del 2008, la capacità di competere all’estero, sui mercati internazionali, si é dimostrata la carta vincente. Hanno resistito alla catastrofe solo le aziende che all’epoca già avevano puntato sull’internazionalizzazione, e quelle che hanno saputo orientarvisi in fretta: sono riuscite a sopravvivere, le altre hanno chiuso.

Ora veniamo alla tua di ragione. Perché sei qui e chi rappresenti?

In realtà io rappresento ben tre società italiane: TORINO DESIGN, Vernacchia Design, STM Engineering. Queste società pur occupandosi dello stesso settore, riescono a completarsi/integrarsi tra loro, perché hanno competenze complementari, specializzazioni diverse. Perciò quello che presento qui a InnoTrans mi piace definirla Alleanza di tre società altamente competenti del territorio fra Torino e Firenze, e che lavorano a livello worldwide con clienti internazionali. Ognuna ha il suo carattere distintivo. Ad esempio Mario Vernacchia, che tra l’altro è stato anche qui con me il primo giorno di fiera, porta con sé tanti anni di esperienza. Il suo nome è già una garanzia. Fu direttore del Dipartimento Transportation Design in Pininfarina e vanta la realizzazione di oltre 200 progetti di treni. L’esperienza e creatività di Vernacchia, in questa alleanza, viene sostenuta da TORINO DESIGN, 60 dipendenti che abitualmente si occupano dello Stile e dell’Ingegneria nel settore Automotive (auto, camion e autobus), sviluppando progetti per prestigiose Case Automobilistiche e costruttori di Truck del calibro di Iveco, Scania, le indiane Tata e Ashok Leyland, la russa Kamaz e molti brand cinesi. Infine STM Engineering è specializzato nell’ingegneria ferroviaria e si occupa di progettazione, riparazione e revamping di materiale rotabile (treni, locomotori, carrozze e carri merci), e anche di Ingegneria di manutenzione ferroviaria, processi di Validazione e Omologazione.  Abbiamo sviluppato 22.000 ore/uomo di progettazione per Bombardier sul progetto V 300 Zefiro, ovvero l’innovativo treno AV – Alta Velocità ETR 1000 Frecciarossa di Trenitalia.

STM era presente a InnoTrans sugli stand di Costellium, con il progetto Eco Warmup, un brevetto ingegnerizzato appunto da STM Engineering. Si tratta di un sistema innovativo di riscaldamento della pavimentazione dei treni.

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Com’è andata la fiera? Sei riuscita a fare buoni affari?

Sono abbastanza soddisfatta: ho fatto parecchi incontri con potenziali nuovi clienti, e lavorato sui contatti già in corso, più o meno promettenti. Altri manager, rappresentanti di aziende alle quali miriamo – Chief Designers, Chief Engineers, Direttori Acquisti – che mi ero ripromessa di incontrare mi sono purtroppo sfuggiti. Tutti, qui a InnoTrans,  sono sempre presissimi, ed é impossibile riuscire a vedere tutte le persone che vorremmo; ciascuno coglie l’occasione per fare il maggior numero di incontri possibili, con clienti, fornitori, colleghi degli altri plant sparsi per il mondo,…Tutti rincorrono tutti, insomma, percorrendo decine di km all’interno degli affollatissimi padiglioni. Una gran fatica, ma ci si sente molto motivati.

Comunque, “prudenza” é la mia parola d’ordine: sino a quando un contatto non si sviluppa e si concretizza qualcosa sotto forma di una RdO, una Richieda di Offerta, e poi un contratto per una nuova commessa, non si può dire di avere fatto buoni affari.

 

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