Elezioni del nuovo Senato: Berlino dice basta alla grande coalizione. Emorragia di voti per SPD e CDU. Successi per AfD, Die Linke e FDP

di Massimo Demontis

Berlino ha scelto dando il ben servito alla grande coalizione tra SPD e CDU, confermando l’emorragia di voti dei due più grandi partiti tedeschi. La città vira in direzione rosso-rosso-verde verso un accordo tra SPD, Grünen e Die Linke. La ripartizione dei seggi lascia aperte anche altre opzioni, che al momento appaiono tuttavia improbabili.

L’SPD vince le elezioni per il rinnovo del Senato di Berlino, ma con un risultato fortemente negativo. I socialdemocratici restano primo partito in città distanziando di quasi cinque punti percentuali i democristiani e si assicurano nuovamente la poltrona di sindaco con Michael Müller. Risultato storico negativo per la CDU.

Entra in parlamento con un risultato a due cifre, in una città tradizionalmente tollerante e liberale, Alternative für Deutschland. Buon risultato anche per il partito di sinistra Die Linke, che guadagna quasi quattro punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni del 2011. Tengono i Grünen, ma perdono un punto percentuale. Tornano in parlamento i liberali (FDP) ed escono i Piraten.

Mentre prosegue lo spoglio delle schede elettorali e le percentuali dei partiti subiscono aggiustamenti minimi, questo in sintesi il risultato delle elezioni amministrative della capitale.

Le percentuali dei partiti

L’SPD ottiene il 22 per cento perdendo oltre il 6 per cento rispetto alle precedenti elezioni. La CDU si conferma secondo partito con poco meno del 18 per cento, perde 5,6 punti rispetto al 2011 e incassa il peggior risultato di sempre. Testa a testa per il terzo posta tra i Grünen e Die Linke. I Grünen si attestano attorno al 15,3 per cento, perdono 2 punti percentuali, mentre Die Linke ottiene il 15,6 per cento e guadagna 4 punti. Netto il successo di AfD con il 13,8 per cento, e buono quello dell’FDP che con il 6,7 per cento torna nel Senato di Berlino. Dicono invece adieu i Piraten che ottengono meno del 2 per cento dei voti.

La ripartizione dei seggi

SPD             36  (-11)
CDU            29  (-10)
Grüne         25  (-4)
Die Linke    25  (+6)
AfD              23  (+23)
FDP             11  (+11)

Le coalizioni

Prima ancora di essere licenziata dalle urne, la fine della grande coalizione SPD-CDU era stata decretata dal sindaco uscente Michael Müller il quale aveva detto di preferire una alleanza con i Grünen. I verdi chiedono ora a Müller di mantenere la parola data. Probabile che Berlino sia governata da una coalizione SPD, Grünen e Die Linke. Questa soluzione disporrebbe di una maggioranza di 11 seggi sui 75 necessari per governare. L’altra ipotesi numerica sarebbe una coalizione tra SPD, CDU e Grünen e godrebbe di 15 seggi in più rispetto ai 75 necessari per dar vita a un governo.

Le reazioni

Soddisfatto il sindaco Müller nonostante l’emorragia di voti. “Siamo rimasti il primo partito e abbiamo ottenuto il mandato a governare. Ora dobbiamo dar vita a una coalizione, ma avremo ancora il sindaco” ha detto Müller (SPD).

Il sindaco Michael Müller, SPD

Il candidato sindaco della CDU e senatore agli Interni Frank Henkel pur dichiarandosi insoddisfatto per il disastroso risultato ha detto che non si dimetterà e continuerà a guidare il partito. Il suo compagno di partito, il segretario generale Peter Tauber, ha voluto scaricare le colpe del pessimo risultato dei democristiani sulle spalle di Müller. “L’insoddisfazione della gente rispetto al Senato guidato da Müller è grande, nonostante il buon lavoro fatto dalla CDU al governo della città. La responsabilità è sua” ha detto Tauber.

Per Katja Kipping, presidente nazionale di Die Linke, dalle urne viene un “grande segnale nazionale, per una maggiore giustizia sociale, e che infonde coraggio per maggioranze a sinistra”.

Bettina Jarasch per i Grünen ricorda a Müller la promessa fatta in campagna elettorale. “Müller ha detto sì a una coalizione rosso-verde. Ora ha lui la palla e deve mantenere la parola data”, ha affermato la Jarasch.

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