Berlino vota domani per il rinnovo del Senato. L’SPD perde voti ma è in testa nei sondaggi. Si prospetta una nuova sconfitta per la CDU. AfD dato al 14 per cento

di Massimo Demontis

Con gli ultimi comizi in città, in una giornata soleggiata, calda e a tratti afosa, si è chiusa ieri la campagna elettorale. Domani Berlino vota per il rinnovo del Senato.

A sostegno dei candidati a sindaco e dei rispettivi partiti sono scesi in campo alcuni big della politica nazionale. Frank-Walter Steinmeier, ministro degli Esteri, e Olaf Scholz, sindaco di Amburgo, socialdemocratici, hanno parlato ieri sera dal palco allestisto a Winterfeldplatz nel quartiere Schöneberg, dinanzi ad alcune centinaia di militanti e simpatizzanti a sostegno del sindaco uscente Michael Müller. Müller (SPD) si è detto certo di vincere le elezioni della città-stato e di essere riconfermato sindaco.Il sindaco Michael Müller, SPD

Comozio di chiusura SPD: il sindaco uscente Michael Müller con il ministro federale degli Esteri Frank-Walter Steinmeier

Dal palco di Alexanderplatz tutto lo stato maggiore di Die Linke era schierato a sostegno del candidato sindaco Klaus Lederer e per l’obiettivo del terzo posto dietro a SPD e CDU. Presenti i due presidenti del partito Katja Kipping e Bernd Riexinger, il capogruppo in Parlamento Dietmar Bartsch, il governatore della Turingia Bodo Ramelow e il beniamino del partito Gregor Gysi.

Klaus Lederer candidato sindaco per Die Linke

Da sinistra a destra: Bernd Riexinger, Katja Kipping e Dietmar Bartsche Di

 

In puro stile verde, con una pedalata ecologico-elettorale guidata da Ramona Pop, candidata a sindaco, i Grünen sono partiti da Gleisdeieck in bicicletta per raggiungere Frankfurter Tor dove si è svolto il comizio finale con i capigruppo in Parlamento Cem Özdemir e Simone Peter e i due presidenti del partito Katrin Göring-Eckardt e Anton Hofreiter.

La CDU aveva chiuso la sua campagna elettorale tre giorni prima con un comizio nella Kranoldplatz a Lichterfelde. A dar man forte ai democristiani berlinesi e al loro candidato a sindaco e senatore agli Interni uscente Frank Henkel era intervenuta Angela Merkel. Il sostegno della Cancelliera, sondaggi alla mano, non basterà ad arginare l’emorragia di voti e una nuova sconfitta per la CDU. La popolarità di Frank Henkel è talmente bassa da non poter minimamente preoccupare Michael Müller. Ecco perché la CDU punta tutto su una Grande-Coalizione bis, eventualmente allargata ai liberali o ai Grünen.

Frank Henkel in un manifesto elettorale della CDU

In una splendida giornata di sole era obbligatorio per tutti mostrarsi fiduciosi, sicuri di raggiungere il cuore e la testa degli elettori, aumentare i voti e governare Berlino. Eppure bastava sentire le discussioni e i commenti tra i militanti per capire che un fantasma si aggira all’ombra della Sprea, il fantasma di un nuovo successo. Quello dell’AfD. Tutti i candidati a sindaco di tutti i partiti hanno attaccato Alternative für Deutschland perché la Berlino cosmopolita, multiculturale, in crescita economica non può accettare di avere tra i banchi del suo parlamento un partito “etnonazionalista, ultraconservatore e razzista”.

I sondaggi

Appelli che non impediranno l’ingresso dell’AfD nel parlamento di Berlino. AfD è accreditato dagli istituti demoscopici di un risultato a due cifre, attorno al 14 per cento, dopo il successo ottenuto nel Meclemburgo –Pomerania (20 per cento).

I sondaggi danno l’SPD al 23 per cento, la CDU al 18, i Grünen al 15, Die Linke al 14,5 per cento, l’AfD al 14. Con il 6,5 per cento, i liberali (FDP) tornerebbero nel parlamento di Berlino dopo esserne usciti nel 2011 quando non raggiunsero il quorum. Accreditati di un magro 3 per cento, i Piraten non riuscirebbero a bissare il successo del 2011 (8,9 per cento) e sarebbero fuori dal parlamento. Se le urne dovessero confermare questi dati, la fine della Grande Colazione nella capitale tedesca è cosa fatta. Per lasciare forse il posto a una coalizione a tre, SPD, Grünen e Die Linke. Scettici i berlinesi sulle promesse di tutti i partiti. Lo dimostra l’alta percentuale di indecisi, circa il 40 per cento.

In un contributo scritto per il quotidiano della capitale Tagesspiegel il 17 agosto, il sindaco Müller aveva dato il benservito alla coalizione con la CDU dichiarando di preferire un accordo di governo della metropoli con i verdi (Grünen). Pretattica elettorale? Possibile. È noto che in campagna elettorale sono annunciati matrimoni che dopo il voto sono talvolta smentiti. Tra Müller e il suo ministro dell’Interno, il senatore Frank Henkel, candidato sindaco della CDU, i rapporti sono buoni. Nonostante la preferenza espressa da Müller non è da escludere a priori che l’SPD faccia marcia indietro e non opti per una coalizione tra SPD, CDU e FDP, risultati elettorali permettendo.

Comizio

I temi centrali

Accanto ai problemi specifici della metropoli e dei suoi quartieri, nella campagna elettorale hanno giocato un ruolo non marginale, e non poteva essere altrimenti perché Berlino è la capitale della Germania, qui vivono quasi 4 milioni di persone e ogni anno se ne aggiungono 40mila, temi nazionali e internazionali come la sicurezza, il terrorismo, i rifugiati e i migranti, la loro integrazione.

Me è lo sviluppo e il futuro della città che interessa ai berlinesi. Si respira un’aria di rifiuto dei partiti tradizionali, in evidente crisi di credibilità. Oggi tutti dicono che la crescita vertiginosa degli affitti deve essere fermata, che c’è bisogno di abitazioni economiche, a misura del moderato portafoglio berlinese. Anche quelli che ieri hanno fatto come le tre scimmiette e quelli che hanno venduto le case popolari e le imprese comunali di edilizia residenziale.

La crescita economica e dell’occupazione, vanto dell’attuale amministrazione SPD-CDU, non mettono al riparo dall’aumento della povertà. I più colpiti, Berlino in Germania si piazza in testa alla classifica, sono i bambini e le mamme single.

Gli stipendi restano ben ancorati nel settore dei bassi salari. La maggior parte dei posti di lavoro sono creati dai call center, molti dei quali precari e a tempo determinato. Anche a Berlino, e chi guadagna mille euro netti al mese lo sa bene, è diventato un problema arrivare alla fine del mese. E non per pochi. Il numero di chi deve fare ricorso all’assistenza sociale rimane alto ed è persino aumentato.

La macchina amministrativa della città è quasi in ginocchio. Per ottenere un documento bisogna attendere settimane. Nelle scuole, nell’assistenza sociale, negli uffici pubblici, dopo anni di tagli, sono necessari centinaia di nuovi posi di lavoro per far ripartire la burocrazia e riportarla a misura d’uomo.

La storia infinita del nuovo aeroporto internazionale di Berlino, la cui apertura è stata rimandata più volte, pozzo senza fondo di soldi pubblici, è per tanti cittadini un pugno nello stomaco. Un emblema di come questa città, che attira migliaia di persone, meta di milioni di turisti, amata in tutto il mondo, non sia in grado di progettare con successo e portare a compimento opere pubbliche di un certo rilievo.

Per le scuole che cadono a pezzi, per la formazione e per colmare la mancanza di insegnanti è stato fatto ben poco.

È dal 2012 che l’amministrazione cittadina non fa più debiti. Grazie alle maggiori entrate fiscali, ai bassi tassi di interesse, ai trasferimenti statali, ma anche ai tagli negli investimenti pubblici.

Nelle teste dei berlinesi sono molti i “cantieri” aperti: scuole, formazione, crescita della povertà, uffici pubblici, trasporti, piste ciclabili, edilizia pubblica e di lusso, affitti, lavoro, verde pubblico, emissioni di CO2, aeroporto BER, sicurezza e furti negli appartamenti, integrazione. Su questi temi domani decideranno a chi affidare il governo della città nei prossimi cinque anni.

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