La Svizzera boccia il reddito di base incondizionato. Netto il risultato delle urne

Secondo le prime proiezioni il 78 per cento degli elettori ha votato contro e il 22 per cento a favore del reddito di base incondizionato. I promotori parlano comunque di successo dell’iniziativa. Prosegue il dibattito

 

di Massimo Demontis

 

La Svizzera ha detto no all’introduzione del reddito di base incondizionato.

Il responso delle urne ha confermato i sondaggi che davano il referendum nettamente perdente. Le prime proiezioni diffuse dall’istituto demoscopico gfs.bern per la tv svizzera, dicono che il 78 per cento degli elettori ha votato contro e il 22 per cento a favore del reddito di base incondizionato.

I promotori sapevano che il referendum sarebbe stato respinto dall’elettorato svizzero e tuttavia si dichiarano soddisfatti del risultato parlando di “successo sensazionale”.  Il comitato promotore si aspettava un risultato attorno al 15 per cento di sì al referendum. Possiamo parlare di successo, ha dichiarato Daniel Häni, uno dei promotori più noti. “Abbiamo ottenuto un risultato nettamente oltre le nostre attese, questo significa che il dibattito va avanti, anche a livello internazionale” ha aggiunto Häni.

 

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Difficile dargli torto. L’obiettivo dei promotori era proprio quello di portare la discussione sul reddito di base incondizionato al centro della società svizzera, del dibattito politico e sociale. Ed estenderlo a livello internazionale.

Un sondaggio dimostra che i promotori del referendum sono riusciti nel loro intento. Lo stesso istituto di ricerche demoscopiche che ha diffuso le prime proiezioni sul referendum, gfs.bern, fa sapere che il 62 per cento degli svizzeri ritiene che nonostante la bocciatura delle urne di reddito di base incondizionato continuerà a parlarsi. La pensano così anche il 53 per cento degli elettori che hanno votato no.

Intanto la Finlandia si appresta a “testare” un modello pilota detto neoliberale di reddito di base incondizionato, una specie di assistenza sociale simile al modello tedesco Hartz IV, ma senza controlli e sanzioni. Nel modello finlandese è previsto un reddito minimo di sussistenza di 800 euro che cancella tutte le forme di assistenza sociale.

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