European Film Awards 2015 a Berlino, incetta di premi per “Youth” di Paolo Sorrentino

Dopo aver vinto l’Oscar con “La grande bellezza”, nuovo trionfo del regista italiano a Berlino nell’edizione europea degli Oscar per la cinematografia. "Youth" si aggiudica il premio per il miglior film e per la miglior regia. Premiato anche il britannico Michael Caine come migliore attore protagonista. Abbiamo visto il film per voi

il regista cinematografico Paolo Sorrentino
il regista cinematografico Paolo Sorrentino

di Fabrizio Pelaggi.

Quasi due anni dopo aver vinto l’Oscar con “La grande bellezza”, un accurato, affascinante e struggente ritratto di una Roma mondana, festaiola, ingannevole e decadente, arriva nelle sale berlinesi “Youth”, il nuovo lavoro di Paolo Sorrentino.

Fred Ballinger (Michael Caine) è un direttore d’orchestra di fama mondiale ormai in pensione, ritiratosi in un hotel centro benessere nelle alpi svizzere accompagnato dalla figlia Lena (Rachel Weisz), che tenta di ritrovare se stessa dopo un matrimonio finito male e dal suo amico di vecchia data Mick Boyle (Harvey Keitel), regista da strapazzo che nonostante l’età prepara il suo nuovo e ultimo film.

Prendendoci per mano Sorrentino descrive la senilità. La senilità del jet set, nell’opulenza dei centri benessere di lusso dove tutto si ripete immutato, giorno dopo giorno: i trattamenti, le passeggiate e i pasti. La vecchiaia è ritratta come quella fase della vita che ci spaventa, perché è il momento in cui si fanno i conti con il passato e si perde la fiducia nel futuro, si ha tempo di pensare, di ripercorrere ricordi offuscati che fanno fatica a venire a galla integri. Il regista affronta questa paura e ci palesa davanti Harvey Keitel e Michael Caine, due colossi del cinema mondiale, che al di là dei personaggi che rappresentano, sono noti al pubblico per film quali “Le Iene”, “Colpo all’Italiana” o “Pulp fiction”, nello splendore della loro mezza età.

Michael Keine interpreta un direttore d´orchestra nel film "Youth" di Paolo Sorrentino.
Michael Keine interpreta un direttore d´orchestra nel film “Youth” di Paolo Sorrentino.

Il film ce li propone in una nuova veste, con la pelle grinzosa, i problemi alla prostata e la memoria che fa le bizze, mandando in frantumi i luoghi comuni sulla fama e l’invincibilità dei divi di Hollywood, raffigurandoli invece come personaggi umani e vulnerabili.

Sorrentino torna a girare in Svizzera, location scelta anche per il suo film più riuscito che lo portò alla ribalta delle cronache come la nuova speranza del cinema italiano con “Le conseguenze dell’amore”.

Come in ogni sua opera il regista napoletano non si risparmia, calandosi in prima persona “dentro la pellicola”, con le sue “muse” che aleggiano per tutta la durata del film. Se ne “La grande bellezza” i richiami a Flaubert sono costanti e persino ridondanti, in “Youth” c’è lo spirito di Stravinsky e la presenza di un Diego Armando Maradona ingrassato all’inverosimile e affetto da enfisema polmonare. Emerge distintamente anche in questo lavoro la maestria con la quale il film maker partenopeo lavora dietro la macchina da presa, con una regia meno fastosa e barocca rispetto a “La grande bellezza”, concentrandosi nella raffigurazione dell’insieme. La fotografia è affidata ancora a Luca Bigazzi, che rende gli interni della maestosa struttura alberghiera un set perfetto per riprodurre la ciclicità della vita. La cura del dettaglio fotografico è minuzioso, maniacale, atto a sfruttare ogni spunto dato dalle geometrie delle piscine, dalle saune dell’albergo, dai paesaggi di montagna ritratti fuori stagione, con cabinovie che sormontano piste sciistiche ricoperte da verdi prati anziché di neve, quasi a sottolineare ancora una volta la ciclicità ed il contrasto descritto nell’intero film.

Ai tempi de “Le conseguenze dell’amore” Paolo Sorrentino era una speranza del cinema italiano, ora è una realtà, una garanzia che riesce a mettere a nudo le debolezze dell’uomo, riesce a spogliare Michael Caine e Harvey Keitel del fardello delle star di Hollywood e li rende comuni mortali mettendoli di fronte alla vita e alla morte. La dedica finale del film è per Francesco Rosi, altro maestro della macchina da presa italiana deceduto lo scorso gennaio. Dimostrazione forse che Sorrentino sa di avere la responsabilità di riportare il cinema nostrano ai vecchi fasti, e noi ci fidiamo.

Fabrizio Pelaggi

 

Youth - il trailer ufficiale

Youth - il trailer ufficiale

One Response to "European Film Awards 2015 a Berlino, incetta di premi per “Youth” di Paolo Sorrentino"

  1. gianni   February 10, 2016 at 6:36 pm

    concordo. buona recensione

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